FairMail: Solidarietà attraverso uno scatto fotografico

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Avete mai pensato come potremmo cambiare il mondo se ognuno di noi condividesse la propria passione per uno scopo sociale? Esercitando un’attitudine, una singolare capacità affinché attraverso essa giunga un aiuto alle popolazioni  più bisognose?

Ho intervistato Federica, capo del progetto FairMail per svelarvi che tutto questo è possibile.

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Federica, di cosa si occupa esattamente FairMail e chi insieme a te collabora al progetto?

FairMail è un’impresa sociale che ha sede a Trujillo, Perù e opera in campo fotografico. I nostri fotografi scattano foto, per lo più tematiche (matrimonio, amore, compleanno amicizia, pensione, nascita ecc.), che vengono poi utilizzate per realizzare biglietti augurali, inviti personalizzati/partecipazioni, oppure vengono vendute come semplici file jpg. A rendere speciale FairMail è il fatto che i nostri fotografi sono ragazzi dai 15 ai 19, provenienti da famiglie molto svantaggiate e che il 50% dei profitti di FairMail va proprio ai nostri fotografi. FairMail si incarica di gestire i fondi di ogni singolo ragazzo, i cui introiti vengono destinati per l’80% alla loro istruzione e il resto viene diviso tra aiuti alle famiglie e vestiario. Condivido questa incredibile avventura con 2 colleghe (e amiche) tedesche, Kira e Natalia, che come me hanno conosciuto FairMail nel 2015, in qualità di volontarie. Sul posto ci sono poi Anidela e Angeles, due ex fotografe, che ora si occupano della gestione della nostra sede in Perù e fanno le nostre veci quando noi siamo in Europa.

Quale e’ stata l’esperienza che hai vissuto durante il viaggio in Peru’ piu’ importante e significativa? Perche’?

Ce ne sono state tante ovviamente, ma forse l’episodio che più mi ha toccata e che ha in qualche modo sancito il mio legame con FairMail è stato il visitare le case e le famiglie dei ragazzi nell’agosto del 2016. A quel tempo ero ancora una volontaria, e avevo solo conosciuto i ragazzi all’interno del contesto di FairMail. Entrare nelle loro case, conoscere le loro famiglie e rendermi conto delle loro condizioni di vita è stato a dir poco uno shock. Da volontaria, sapevo bene che i ragazzi provenivano da situazioni svantaggiate, ma la realtà si è rilevata essere molto più cruda di quello che avevo immaginato. Alcuni dei ragazzi, vivevano – e vivono tutt’ora – in costruzioni precarie, baracche, senza bagni, senza rete fognaria, senza acqua corrente, spesso senza elettricità, ai confini della città. Sono cose, queste, che non avrei mai immaginato a giudicare dai ragazzi, da come si presentano, dalla loro vitalità, motivazione e gioia di vivere. Non li avevo mai sentiti lamentarsi, non avevo mai percepito in loro un disagio derivante dalle loro situazioni familiari. Niente in loro lasciava trasparire una realtà tanto dura. Quel giorno ho ricevuto una grandissima lezione di vita e in me è scattata la consapevolezza che FairMail avrebbe, in un modo o nell’altro, continuato a far parte della mia vita.

Avete una statistica indicante i miglioramenti relativi alla situazione sociale grazie al progetto FairMail? Come evolve il futuro dei ragazzi che aiutate?

Da quando FairMail è stata fondata nel 2006, si sono succeduti più di 55 ragazzi nei suoi 3 centri produttivi in Peru, India e Marocco (questi ultimi due non più operativi). I ragazzi entrano a 15 anni e lasciano FairMail a 19 anni, quando terminano le scuole superiori. Questo non significa che una volta che lasciano il progetto li perdiamo di vista, tutt’altro. I ragazzi continuano a percepire gli introiti della vendita delle loro foto fino ai loro 25 anni, e FairMail continua a gestire i loro fondi fino a quando non si esauriscono. Questo comporta visite regolari da parte degli ex-fotografi e continui aggiornamenti sulle loro vite. Per darvi qualche numero, posso dirvi che dal 2006 FairMail ha venduto più 3 milioni di biglietti augurali, i nostri fotografi hanno complessivamente guadagnato l’equivalente di 165.000 Euro, spesi per l’80% per finanziare la loro istruzione. In media, ogni fotografo guadagna 2000 Euro l’anno, che in rapporto alle ore lavorative è più del doppio del minimo salariale nella zona di Trujillo. FairMail inoltre garantisce ad ogni fotografo e ai suoi diretti familiari l’assistenza sanitaria. Il fatto che FairMail sia un membro della World Fair Trade Organization, (Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale) garantisce il rispetto di tutte le convenzioni internazionali in termini di lavoro minorile. Questa infografica riassume bene l’impatto che FairMail ha nella vita dei nostri ragazzi:

IMPACT

 Come possiamo collaborare con FairMail?

In tanti modi! 😊 • Direi che il primo è acquistare i nostri biglietti augurali dal nostro sito http://fairmail.info/products/fair-trade, così facendo si avvalora il lavoro dei nostri ragazzi, e si accresce la loro autostima! • Potete inoltre commissionare un invito o biglietto personalizzato per una vostra occasione speciale: matrimonio, festa aziendale, compleanno ecc. • Potete acquistare i file .jpg delle immagini dal nostro sito • Potete poi unirvi a noi in uno dei 2 fantastici viaggi che organizziamo con i ragazzi alla scoperta delle Ande e della giungla Amazzonica! Questo, ad esempio, è il viaggio che faremo sulle Ande il prossimo agosto: http://fairmail.info/photographytrip_peru_huaraz_august_2018 • Potete anche fare volontariato presso la nostra sede in Peru! Due volontari da tutto il mondo affiancano le nostre manager locali Angeles e Anidela nella gestione della sede e delle sessioni fotografiche. Per noi è importantissima la loro presenza perché per i ragazzi è una finestra sul mondo, un modo per scoprire lingue e culture diverse e soprattutto per ricevere stimoli diversi in campo fotografico. • Potete infine fare delle donazioni che verranno destinate per la riparazione e il rinnovo delle apparecchiature fotografiche dei ragazzi. La sabbia del deserto della costa Peruviana accorcia purtroppo di molto la vita delle apparecchiature dei ragazzi.

Il connubio aiuto sociale ed espressione artistica attraverso la fotografia ha una ragione specifica?

Possiamo dire che la fotografia è il mezzo attraverso il quale FairMail vuole migliorare le condizioni di vita presenti e le prospettive future dei nostri ragazzi. Il tutto ha avuto inizio da un’osservazione che fece Janneke Smeulders, la fondatrice di FairMail, quando più di dieci anni fa faceva volontariato a sostegno dei bambini che lavoravano nelle discariche di Trujillo. Le capitava spesso di vedere volontari come lei che scattavano foto ai bambini, ma non permettevano loro di toccare la loro attrezzatura. È in questo contesto che si è chiesta “cosa succederebbe se mettessimo le macchinette in mano ai bambini”? Partendo dall’idea che la bellezza è ovunque ed è una risorsa gratuita, ha voluto ribaltare questa prospettiva permettendo ai ragazzi locali di catturare la bellezza del loro stesso paese e di beneficiarne a livello economico. Gli introiti quindi restano in Perù e non vanno alle agenzie fotografiche dei paesi occidentali che spesso si limitano a “rubare” immagini senza un impatto positivo sulle comunità locali.

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Come volete ingrandire il progetto? Quali idee innovative vi aspettate di attuare?

Come ho accennato prima, FairMail in passato aveva altri due centri produttivi: uno in India e uno in Marocco che sono stati chiusi per gravi problemi di gestione a livello locale. Il nostro sogno è quello di tornare ad avere 3 centri produttivi da qui ai prossimi 5 – 6 anni. Sono necessari ingenti investimenti, quindi è un passo che faremo solo quando ci saranno i presupposti economici per farlo.

Perché e’ importante viaggiare con voi? Quali sono le emozioni che si provano? Viaggiare con FairMail significa esplorare il Perù in maniera divertente, autentica e solidale. Divertente perché i nostri gruppi sono formati da un interessantissimo miscuglio di nazionalità, viaggiamo lentamente, viviamo la bellezza dei paesaggi, organizziamo attività ludiche e fotografiche con i ragazzi e ci facciamo tantissime risate! Autentica perché viaggiando con Peruviani non siamo visti come “i turisti stranieri” ma siamo accolti a braccia aperte da chiunque incontriamo nel nostro cammino. Ci teniamo inoltre ben alla larga dalle mete più gettonate, che, per quanto spettacolari, hanno purtroppo molto poco di autentico e ci appoggiamo solo a realtà locali per quanto riguarda pernottamento, pasti e trasporto. In questo modo incentiviamo l’economia locale e non i tour operator occidentali. Solidale perché il viaggiatore che viene in viaggio con noi, dà l’opportunità ad uno dei nostri ragazzi di unirsi all’avventura. Nella quota di partecipazione che il viaggiatore paga, è infatti compresa la quota di partecipazione per uno dei ragazzi. Quindi in sostanza, tu che vieni in viaggio con noi, dai la possibilità ad uno dei nostri ragazzi di scattare delle bellissime foto che gli permetteranno di continuare a finanziare la sua istruzione e di aiutare la sua famiglia. Esprimere a parole quello che si prova è molto difficile, quello che posso dire è che chi viene in viaggio con noi dice che è un’esperienza che va ben oltre il fare turismo, viaggiare con noi è fare del bene e farsi del bene!

Invitate i lettori di Scent of Stars a partecipare a FairMail!!!!

Come elencato sopra sono tantissimi i modi per sostenere FairMail e lo potete fare stando comodamente seduti a casa o, per i più avventurosi, venendoci a trovare in Perù! Posso dirvi che questi ragazzi vi conquisteranno il cuore con il loro entusiasmo e la loro voglia di vivere, e sarà poi molto difficile separarsi da loro!

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Questa intervista rivela i tratti più importanti del progetto FairMail per ammettere che tutto questo è possibile. Attraverso il connubio viaggio e fotografia FairMail aiuta a donare un sorriso a quei volti talvolta distrutti da situazioni difficili e per noi a tratti impensabili. Non lasciamoli soli.

Martina Raschi

2 pensieri su “FairMail: Solidarietà attraverso uno scatto fotografico

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